IL VALORE DEL DIRITTO 2/8 prof. GIACINTO AURITI

UNIVERSITA DEGLI STUDI "G. D'ANNUNZIO"
FACOLTA DI GIURISPRUDENZA - TERAMO
CATTEDRA DI TEORIA GENERALE DEL DIRITTO
GIACINTO AURITI
IL VALORE DEL DIRITTO
Ristampa - Edizione provvisoria
PREMESSA

*** Quando un professore si avvia alla fase conclusiva della propria esperienza, sente il bisogno di trasmettere agli studenti un messaggio essenziale in cui sintetizzare le proprie convinzioni, così come lentamente si sono maturate e consolidate nella sua opera di riflessione e di ricerca.
*** Abbiamo scelto quindi, come tema del corso, il valore del diritto per evidenziare come sul presupposto di una convinzione filosofica e di teoria generale si possa elaborare una legge scientifica del diritto che travalichi il momento puramente empirico del diritto positivo.
*** L'indagine muove dalla definizione del valore come rapporto tra fasi di tempo e conseguentemente del diritto come strumento, con la successiva distinzione tra fisiologia e patologia del diritto e della società, a seconda che sia normale o meno il giudizio di valore che le condiziona.
*** Su queste premesse si considerano varie problematiche che, pur se fra loro apparentemente estranee, sono tutte analizzate nella medesima ottica del giudizio di valore.
*** In breve, questo corso si propone di dimostrare la validità del teorema iniziale in base alla sua idoneità a risolvere i vari problemi presi in considerazione. La conferma delle tesi svolte con metodo deduttivo va poi data risalendo con metodo induttivo dal problema particolare ai principi.
*** Data la novità delle premesse, alcune considerazioni conclusive possono apparire sorprendenti, se non addirittura utopistiche. La cosa non ci preoccupa, perché siamo convinti che nella ricerca scientifica l'utopia non esiste. A ben pensare anche Icaro era un utopista solo perché non è vissuto nel nostro tempo. Il mio augurio è che gli studenti possano recepire questo messaggio non solo come informazione, ma anche come convinzione culturale.
*** A conclusione di queste poche parole introduttive tengo a ringraziare sentitamente la dott.ssa Gabriella Esposito, ricercatrice presso la nostra Facoltà, per la sua generosa disponibilità e la preziosa e valida collaborazione. *********************
CAPITOLO I
DEFINIZIONE DEL DIRITTO
- 2. La forma come elemento essenziale dello strumento giuridico.

Una volta evidenziato che la realtà spirituale del diritto è un rapporto tra fasi di tempo, va messo in rilievo che la intersoggettività del tempo è resa possibile dalla forma del diritto.
E’ necessario, infatti, che la norma si manifesti tramite un mezzo sensibile perché il messaggio normativo possa essere recepito dai componenti la collettività sociale.
Ciò significa che la convenzione sul significato dei simboli è il presupposto del diritto, sicché l'identità del linguaggio determina l'organizzazione- della collettività in società, legata appunto alla convenzione del linguaggio comune. Non a caso gli ordinamenti si distinguono in base ai gruppi linguistici: diritto italiano, francese, tedesco, ecc.
Le forme caratteristiche del diritto sono: la parola, il comportamento concludente, la pubblicità; ma vi possono essere anche altre forme, ad es.: la luce dei semafori o l'asfalto delle strisce pedonali: tutte manifestazioni di un dover esser giuridico. Da ciò si evince che il diritto non è concepibile come puro ens rationis, giacché necessita del supporto materiale della forma, cioè della dimensione "spaziale" del significato normativo. In conclusione, possiamo quindi affermare che lo strumento del diritto è costituito da due elementi: spazio e tempo. Spazio che è la materia con cui si manifesta, tempo (intersoggettivo) in cui si realizza la realtà spirituale della previsione normativa.
Quando tra forma e contenuto vi è corrispondenza perché la forma è veritiera, nessun interesse può essere leso. Quando invece la manifestazione formale non è veritiera, perché difforme dal suo contenuto, il legislatore è posto di fronte ad una scelta: o tutelare l'affidamento dei terzi, o tutelare la volontà sottostante alla manifestazione formale. Per lo piú il legislatore dà preminenza alla tutela dell'affidamento, così ad es. nel possesso di buona fede dei beni mobili acquistati a non domino.
3. Il diritto sociale
Nel considerare la strumentalità del diritto occorre mettere in rilievo che esso è un bene con utilità condizionata dalla disponibilità di un altro bene: "il bene oggetto del diritto". Posto infatti che il diritto si realizza praticamente nella somma di due valori: tutela giuridica di un interesse ed interesse giuridicamente tutelato, va da sé che, venendo meno il contenuto economico del diritto, viene meno la sua stessa utilità.
Su queste premesse si può comprendere cosa sia il c.d. "diritto sociale", in cui scopo della norma non è solamente quello formale di consentire la tutela giuridica, ma anche quello di attribuire al titolare il contenuto economico del diritto.
Vanno ricordati aspetti importanti di diritto sociale instaurati anche negli ordinamenti medioevali. Così ad es.: l'uso civico, consentendo il diritto di caccia, di pesca, di pascolo, di legnatico ecc., mirava a garantire alla persona umana la certezza dei beni di prima necessità e con essi la sua stessa sopravvivenza.
La necessità di instaurare un diritto della persona con contenuto patrimoniale comporta anche la necessità di indicare i mezzi economici per la sua realizzazione e su chi debba ricadere il costo della riforma(1).
(1)Su questo argomento Cfr. Auriti, Il potere della produzione economica nello Stato di diritto, in Atti I Congresso del Centro di studi politici e costituzionali, Roma, 1961, p. 39 e ss.
INDICE
Premessa ………………………………………………… pag. 2
Cap. I - Definizione del diritto ………………………… » 3
1. Il diritto come strumento. - 2. La forma come elemento
essenziale dello strumento giuridico. - 3. Il diritto sociale.
Cap. Il - Fisiologia e patologia del diritto e della società… » 5
4. Implicazioni delle scelte filosofiche sulla scienza del diritto.
5. Società organica e soggettività strumentale.
La c.d. piramide rovesciata.
Cap. III - Il regime giuridico del momento edonistico
del valore……………………………………………… » 9
6. La proprietà. - 7. Interdipendenza tra caratteristiche
dell'ordinamento giuridico e caratteristiche dei corrispondenti
giudizi di valore. - 8. Distinzione tra comunismo e comunione.
Cap. IV - Diritto ed etica……………………………… » 15
9. L'esigenza di giustizia come necessità naturale della persona
umana. - 10. L'etica economistica come forma patologica dei
giudizi di valore.
Cap. V - La misurazione convenzionale del valore……» 21
11. La moneta come fattispecie giuridica, come modo di essere
del valore del diritto. - 12. Considerazioni conclusive.
Finito di stampare nel mese di gennaio 1996 dalla Edigrafital S.p.A. - S. Atto di Teramo
" il diritto è utile quando soddisfa il bisogno di giustizia "
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